Internet non accompagna più semplicemente le nostre attività quotidiane: le struttura, le condiziona e spesso le anticipa. Eppure, raramente ci fermiamo a riflettere su come stiamo usando davvero la rete, su quali effetti producano le nostre scelte digitali e su quanto siano consapevoli i comportamenti online di persone, organizzazioni e comunità.
Il Safer Internet Day (SID) nasce proprio da questa consapevolezza. È una giornata istituita e promossa dalla Commissione Europea, che si celebra ogni anno il secondo martedì di febbraio con l’obiettivo di favorire un uso più consapevole, sicuro e responsabile di Internet. In Italia, l’iniziativa è coordinata da Generazioni Connesse, punto di riferimento nazionale per l’educazione digitale e la prevenzione dei rischi online.
Dal singolo utente all’ecosistema digitale
L’edizione 2026, che ha luogo oggi, si svolge in contemporanea in oltre 100 Paesi e affronta temi di grande attualità: benessere digitale, intelligenza artificiale e deepfake, adescamento online. Non si tratta di rischi astratti, ma di fenomeni che incidono direttamente sul modo in cui le persone comunicano, apprendono, lavorano e costruiscono relazioni.
Un elemento centrale del Safer Internet Day è il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni. Studenti e giovani non sono considerati solo destinatari di messaggi educativi, ma parte attiva nella costruzione di una rete migliore. Questo approccio riconosce che la sicurezza digitale non si impone dall’alto, ma si costruisce attraverso cultura, dialogo e responsabilità condivisa.
Il SID segna anche l’avvio del Mese della Sicurezza in Rete, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito insieme a Generazioni Connesse. Per tutto febbraio, scuole e realtà educative sono chiamate a lavorare sull’uso positivo delle tecnologie, rafforzando competenze critiche e consapevolezza.
Il messaggio è chiaro: un Internet più sicuro non dipende solo dalla tecnologia, ma dalle scelte quotidiane di chi lo vive. Ed è una responsabilità che riguarda tutti.

